Note dell’autore dello spettacolo teatrale e co-sceneggiatore del film

La lettera era una scuola di scrittura ante litteram.
Ci costringeva a dosare informazioni, emozioni e colpi di scena.
La missiva trasformava in storia le banali informazioni quotidiane e così – su carta da lettera – una passeggiata mattutina, diventava letteratura.
Ogni lettera che ho avuto per le mani, ciascuna a modo suo, diceva sempre le stesse due cose “sto bene”, “perdonami”. Una era quasi sempre vera, l’altra quasi sempre una bugia. Ne ho lette centinaia, di epoche differenti. Di mondi differenti.
Ho lavorato attorno alla letteratura epistolare per quasi vent’anni. Il mio primo racconto era in forma epistolare, si chiamava “Posta Celere”. Conteneva le balorde ragioni di un uomo che, trent’anni dopo, spiegava alla donna che lo attese (inutilmente) in chiesa per sposarlo, come mai lui, quella mattina, non andò da lei.

Poi, quando ai “ti amo” che scrivevamo, ci sentivamo rispondere “visualizzato alle” la forma epistolare cambiò.
Fu Gabriele Romagnoli che, quando era direttore di GQ, mi consentì di proseguire il mio lavoro attorno alla lettera affidandomi un blog: “Le parole che non ti ho scritto”. Grazie a internet potevo far interagire brevissime short stories in forma epistolare e un videoclip musicale o una sequenza cinematografica.

Poi, fu la volta di una raccolta di racconti (sempre in forma epistolare) dal titolo “Le lettere cattive – Una Twin Peaks epistolare” (Pendragon editore) idealmente ispirata a “Casa d’altri” del grande Silvio D’Arzo ma anche ricolma di oscure suggestioni che vanno dalla O’Connor a Durrenmatt.

Col tempo infatti, compresi che ogni lettera, in fondo, è cattiva. Anche quelle d’amore. Soprattutto quelle.

E infine toccò a Lucio.
Pensai a uno spettacolo teatrale.
Mi piaceva l’idea di “risolvere” tutto nella stessa scena.
Le lettere per Lucio, una postina che le aprisse indebitamente e la nostra città sullo sfondo (e non solo sullo sfondo).
Con Riccardo provammo a immaginare cosa sarebbe stato di quelle lettere, se avessero potuto avere una diversa calligrafia, quella delle immagini.

Parlare agli occhi.
Adesso lo sapete anche voi, che ne è stato di quelle lettere.

Cristiano Governa